Open Dehor (per ristoranti e bar)

Open Dehor (per ristoranti e bar)

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PROBLEMA: per ristoranti e bar dotati di spazio di seduta prevalente o totalmente interno (la grande maggioranza), sarà necessario ridurre la densità dei tavoli per rispettare il social distancing, con conseguente forte riduzione dei ricavi.
RISORSE INUTILIZZATE E A COSTO ZERO:
1) Nelle aree urbane abbiamo tantissimo spazio inutilizzato o scarsamente utilizzato a causa della (in tempi normali doverosa) stretta regolamentazione e tassazione occupazione suolo: i marciapiedi e le piazze
2) abbiamo davanti almeno 5 mesi di clima temperato o caldo, con scarse precipitazioni
SOLUZIONE: decreto straordinario per la liberalizzazione temporanea, fino a fine settembre, nell’utilizzo di marciapiedi e piazze per dehor, con sospensione delle tasse occupazione suolo. Poche semplici regole attuative, con autocertificazione: 1) utilizzo serale di tutto lo spazio disponibile tra i numeri civici abitativi (i civici commerciali dopo le 19.30 sarebbero comunque chiusi e godrebbero di esposizione prolungata delle vetrine agli avventori), con eventuale equa suddivisione dello spazio tra gli eventuali più esercizi presenti
2) riduzione del limite di velocità urbano a 30 km/h nelle strade dotate di marciapiede
Il mancato introito fiscale potrà essere compensato dal maggiore gettito fiscale derivante dal maggior fatturato di bar e ristoranti rispetto alla alternativa che vedrebbe inevitabilmente diminuito il numero di tavoli.
I vantaggi per l’occupazione, la derivante fiscalità indotta e il benessere sociale sarebbero enormi.
L’unico svantaggio sarebbe un po’ più di confusione ma, considerando i benefici e la relativa facilità di implementazione, sarebbe più che accettabile. Del resto, dimentichiamoci delle soluzioni perfette e concentriamo le energie su quelle ottimali.

Comments: 4

  1. Davide says:

    Sarebbe espandibile anche a piccoli negozi, che otterrebbero maggiore visibilità e garantirebbero più sicurezza ai clienti consentendo loro di restare all’aperto.

    • FULVIO says:

      Grazie Davide, condivido la tua proposta integrativa. Assolutamente si, oltretutto i piccoli negozi con più di un addetto, potrebbero organizzare un banchetto esterno con i principali prodotti offerti, con un addetto che lo presidia continuativamente (anche per evitare furti) e che funge da “front desk” esterno:
      1) gestendo e prequalificando le richieste dei clienti in fila (che a questo punto non entrano praticamente mai dentro il negozio).
      2) dando indicazioni all’altro o agli altri addetti all’interno del negozio, che si occupano di preparare i prodotti richiesti e di passarli al collega del front desk, che eventualmente verificherà con il cliente che corrisponda al prodotto richiesto.
      Tutto ciò ridurrebbe drasticamente anche la frequenza di sanitarizzazione del locale interno, abbassandone i costi associati.
      I limiti urbani di velocità si dovrebbero abbassare a questo punto anche nelle ore diurne, incentivando di fatto un maggiore utlizzo di bici, monopattini e scooter, con conseguente beneficio per la qualità dell’aria (visto anche che il clima sarà favorevole per i prossimi 5-6 mesi…).

  2. roberta mattioli says:

    una soluzione all’eccessiva confusione o rischio assembramenti potrebbe essere che i comuni disciplino aperture alternate delle attività, ovvero a giorni alterni ..vero si sacrificherebbe alcuni giorni però cosi ad esempio in una via piena di locali se sono aperti solo alcuni di volta in volta si avrebbero due vantaggi:
    1) minor rischio di assembramento
    2) possibilità di maggior tavoli per i locali, pur con distanziamento , perchpè si avrebbe a disposizione quel giorno una maggior superficie di suolo pubblico
    il comune disciplina o mese per mese o per trimestre, l’alternanza così cadrebbe sempre negli stessi giorni e i clienti/consumatori potrebbero pianificare con comodità l’uscita nel loro locale preferito

    • FULVIO says:

      Ciao Roberta, grazie per la tua proposta integrativa. Vedo due controindicazioni:
      1) l’introduzione di un nuovo limite alla capacità di generare ricavi da parte dei locali, proprio quando invece c’è bisogno del massimo boost per recuperare quelli perduti + necessità di turnare il personale, che per il gestore significherebbe o ridurre i compensi al personale o ridurre la redditività complessiva già messa a durissima prova; senza contare la maggiore difficoltà gestionale
      2) la complicazione delle norme e la conseguente maggiore complessità/confusione da parte di chi dovrà controllarne il rispetto (vigili, ausilieri o chi per essi); mentre la parola d’ordine secondo me deve essere: SEMPLIFICAZIONE per tutti i soggetti (gestori e controllori), anche a costo di una temporanea maggior “confusione” (ecchè sara mai, a fronte delle conseguenze disastrose sull’economia che rischiamo solo di peggiorare ulteriormente).

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